anna politkovskaja

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  1. La morte di Navalny l'inutile idiota (di Franco Marino)

    Proprio un istante prima di pubblicare l'articolo di ieri, ho appreso della morte di Navalny, il popolare blogger russo "oppositore di Putin". Dovete sapere che gli articoli/post che voi leggete, di solito li scrivo la sera prima, di norma in pochi minuti, perché mi sincero di pubblicarli soltanto quando so cosa dire. Così quando ieri mattina dovevo pubblicare l'articolo che alla fine avete letto, mi sono ritrovato nella fastidiosa condizione - verificatasi un'infinità di volte - di dover...
    Confermo. In Russia per lavoro ci andavo quando ancora c'era Eltsin. Era una terra di gangster. Avevo una domestica moldava con la quale mi esercitavo a parlare russo con il suo accento perché gli stranieri che si recavano là (parecchi imprenditori italiani) venivano derubati dai tassisti appena uscivano dall'aeroporto. Ricordo le raccomandazioni dei miei partner di non uscire dagli alberghi di notte, di stare attenta nei negozi. Ricordo il caos economico dovuto alla separazione di molte nazioni dopo la fine dell'URSS nelle quali erano state costruite le fabbriche (tipo l'Ucraina che aveva le aziende tecnologicamente più avanzate e che gli ucraini sono riusciti a far fallire). Poi é arrivato Putin. Due anni, non una vita, due anni e tutto il paese era già cambiato. Già regolamentato, già reso più sicuro non solo all'interno ma anche ai confini. Basti vedere come ha saputo gestire il conflitto russo-
    ceceno, che, dopo decenni di lotta e
    immense perdite di uomini, é riuscito, non
    soltanto a riappacificare la Russia con la
    Cecenia, ma ne ha affidato il governo a Khadirov, che lo aveva combattuto per anni, e che ora invece combatte per lui contro gli ucraini e lo chiama "мой любимый брат" - Il mio amato fratello. Dopo le prime sanzioni, durante il suo discorso annuale ha detto "É una grande opportunità per sviluppare il nostro sistema industriale interno " e lo ha fatto. Dopo le ultime sanzioni "É una grande opportunità per implementare le nostre tecnologie" e lo sta facendo.
     
  2. Anna dei miracoli

    Mentre le truppe israeliane fanno piazza pulita dei cronisti e dei funzionari ONU e nelle prigioni di Kiev muore in circostanze poco chiare il reporter americano Gonzalo Lira, continuo a sentirmi rivolgere l'invito a leggere Anna Politkovskaja, la giornalista dissidente assassinata nel 2006. È un invito che i presunti campioni della democrazia e della trasparenza ripetono a pappagallo, con l’aria di chi non ti dà un consiglio bensì una scudisciata. Ebbene, l’ho letta e mi sono fatto...
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