Scrive Inimicizie:
"Piaccia o no, questo è quello che pensano gli americani - di entrambi i colori politici - sulla possibilità di una grande potenza europea, di un'UE che diventi "geopolitica". Dagli anni '70 diventa evidente che un'Europa che agisce di concerto si mette nella condizione di "abbandonare la grande strategia trans-atlantica". E Washington coerentemente cerca di impedirlo: l'attuale costruzione europea è il giusto equilibrio che garantisce l'inazione sia a...
Inimicizie scrive:
"Queste sono indicazioni che arrivano direttamente dallo Stato francese, che ha di fatto acquistato la Fiat. Indebolire il sistema industriale italiano e rafforzare quello polacco, mentre l'occupazione negli stabilimenti francesi non viene toccata. È una logica eminentemente militare che fa il paio con il triangolo di Weimar nei confronti della Germania."
In un paese serio, Umberto Bossi avrebbe fatto la fine di Dudaev. Invece è stato e sarà considerato un protagonista della seconda Repubblica, un Padre della Patria, una costola della sinistra, l'ago della bilancia di vari governi di centrodestra, un popolare tribuno dall'oratoria colorita. A me non è mai piaciuto (la ruffianata filoserba del 1999 mi lascia totalmente indifferente). E nel caso venisse a mancare, non aspettatevi alti lai e inconsolabili lamenti funebri da parte...
Il gatto socialista
Chissà perché quando Michele Serra parla dei poveri scrive lo stesso identico pezzo (un soffiettone in cui mette in buona luce una precisa parte politica) da trent'anni. Chissà perché ogni volta che lo leggo, il pensiero corre alla sua azienda Fonseca & Serra, profumi di ricerca (gnum), la quale si propone di raccontare attraverso gli odori. Tra le diverse fragranze, spicca il prezioso Eau de moi, firmato da Serra in persona. Cosa nasconde...
Ne Il diario di uno scrittore, Fedor Dostoevskij, oltre ad anticipare la fine dell'Impero Ottomano (“Saranno gli stessi inglesi i quali oggi difendono l'inviolabilità della Turchia e le augurano fortuna e prosperità, saranno loro, dico, a far fuori il Sultano.”), ci spiega, con sorprendente lungimiranza, i funesti progetti anglosassoni e anglotalmudici: la Nato allargata a Est; l'Intermarium; la follia che pervade i vari Petr Pavel e Maia Sandu, dovuta non solo alla cupidigia, ma...
Effettivamente, dopo la Prima Guerra Mondiale, il gioco di aizzare gli slavi occidentali contro la Russia è riuscito. Cechi e Polacchi sono i più accaniti contro Mosca, anche per il ricordo del Patto di Varsavia. In particolare l'intellighenzia, della quale in Rep. Ceca ho avuto sentore, è particolarmente virulenta nella sua avversione alla Russia, mentre in Polonia l'odio è diffuso a tutti i livelli e raggiunge la patologia, come nei Paesi Baltici. Curioso che in vicini che ne hanno condiviso la sorte, come Slovacchia, Ungheria e persino Romania l'animosità è molto meno accentuata, se pure c'è, mentre per i Bulgari la Russia è una sorta di fratello maggiore.
vonTannenberg La Russia, reazionaria o rivoluzionaria, ha sempre combattuto dalla parte degli anglosassoni negli ultimi due secoli. È un dato di fatto. Dunque è lecito dubitare.
Oliviero Toscani passerà alla Storia come il pubblicitario del globalismo e il gran cerimoniere delle banalità. Un esteta creatore di immagini scontate, il profeta di un'epoca fasulla ed emotivamente sterile.
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