In fondo, cosa avrebbe detto di eclatante Pasolini – riabilitato krusciovianamente da quella destra che in vita lo schernì, perseguitò e tentò finanche di ammazzarlo – per meritare la nomea di più importante intellettuale italiano del Novecento? Che il Potere è zootecnia sadica e perversa e peggiora la gente, la conforma a sé. Che la piccola borghesia italiana, a differenza della grande borghesia con la quale lui si strusciava gioiosamente, è mostruosa. Che i padri fanno schifo...
Le uniche emergenze sono il rischio di una guerra sul nostro continente e le morti sul lavoro. Il femminicidio, reato fantasioso cavalcato da Laura Boldrini e dal suo clone destrorso Giulia Bongiorno, è una questione marginale gonfiata ad arte.
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